Whistleblowing: cos’è, significato e normativa

Strumento di compliance aziendale tramite cui una figura legata all’azienda (dipendente, professionista o collaboratore) può segnalare uno o più comportamenti illeciti o irregolari in modo riservato e protetto.

Ma cos’è esattamente il whistleblowing, come funziona e quali tutele prevede per chi denuncia?

Il whistleblowing è l’atto compiuto da una persona, solitamente un dipendente, che segnala informazioni relative a pratiche non etiche, illegali o pericolose all’interno di un’organizzazione. I whistleblower svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della trasparenza, della responsabilità e dell’integrità, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Italia Whistleblowing è la soluzione digitale per la raccolta e la gestione delle segnalazioni che adegua la vostra azienda ai requisiti della nuova Legge italiana sul Whistleblowing.

Storia del Whistleblowing: origini e sviluppo

Il fenomeno del whistleblowing ha origine nei paesi in cui vige la Common Law dove è stato concepito come uno strumento per disciplinare la condotta di individui che segnalano irregolarità o illeciti penali all’interno del proprio ambiente lavorativo.

Negli Stati Uniti, la prima normativa significativa risale al 1863 con il False Claims Act, mirato a contrastare le frodi ai danni del governo federale. Successivamente, il Regno Unito ha adottato il Public Interest Disclosure Act nel 1998, consolidando la protezione dei segnalanti.

Nei paesi di tradizione civilistica, come l’Italia, l’adozione di normative sul Whistleblowing è avvenuta più recentemente, spesso in risposta a stimoli provenienti dal diritto internazionale. Un esempio è la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione (UNCAC), adottata a Mérida nel 2003 e ratificata dall’Italia nel 2009. L’articolo 33 della Convenzione invita gli Stati a implementare misure per proteggere da trattamenti ingiustificati coloro che, in buona fede e sulla base di ragionevoli sospetti, segnalano alle autorità competenti fatti concernenti reati di corruzione.

Normativa Whistleblowing in Italia

In Italia, il whistleblowing è stato introdotto con la Legge 6 novembre 2012, n. 190, che ha istituito un sistema organico di prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. Successivamente, la Legge 30 novembre 2017, n. 179 ha esteso le tutele anche ai dipendenti del settore privato.

Il 10 marzo 2023 è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 24, che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio. Questo decreto amplia l’ambito soggettivo di applicazione dell’istituto, valorizza il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) nella gestione delle segnalazioni e rafforza il sistema generale di tutela e protezione del segnalante. La nuova disciplina sul whistleblowing tutela la riservatezza.

Segnalazioni illeciti in Italia: numeri in aumento

I numeri confermano l’urgenza di adottare un sistema sicuro di Whistleblowing.

Fra il 2015 e il 2023, il numero delle segnalazioni whistleblowing registrato in Italia dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) è aumentato in modo significativo passando da 125 casi a 786 segnalazioni nel 2023. Questo dato testimonia un’evoluzione nella cultura aziendale e pubblica, dove il ruolo del whistleblower è sempre più riconosciuto come fondamentale per la trasparenza e la legalità.

Tra il 2015 al 2019 si è registrata una crescita costante (+598% in 4 anni) a cui poi è seguita un’inversione di tendenza nel 2020. Nel 2020, infatti, c’è stato un calo del 28,7% rispetto all’anno precedente, in linea con gli effetti della pandemia globale COVID-19. Il calo durante la pandemia è stato temporaneo, e l’impennata recente è correlata anche all’entrata in vigore del D.Lgs. 24/2023, che ha rafforzato l’obbligo di dotarsi di piattaforme whistleblowing conformi.

Infografica che mostra l'andamento delle segnalazioni di illeciti con whistleblowign dal 2015 al 2023

Questi numeri mettono in evidenza quanto sia indispensabile adottare un software whistleblowing che garantisca la segnalazione di illeciti in modo anonimo, protetto e conforme al GDPR. La riservatezza del segnalante è un pilastro del sistema: offrire ai propri dipendenti o collaboratori un canale digitale sicuro è oggi un requisito di compliance, non più un’opzione.

E-lane ha sviluppato Italia Whistleblowing, un whistleblowing software semplice, intuitivo e già utilizzato da enti pubblici e imprese private per ricevere e gestire segnalazioni in modo strutturato, sicuro e conforme alla normativa.

Whistleblowing traduzione e significato

Il termine whistleblowing deriva dall’inglese “to blow the whistle“, ovvero “soffiare il fischietto”, richiamando l’immagine dell’arbitro che interrompe il gioco per segnalare un’infrazione. In italiano, il termine è spesso tradotto come “segnalazione di illeciti” o “denuncia”, sebbene non esista un equivalente perfetto.

Il Whistleblowing, quindi, è un sistema di segnalazioni di violazioni, da parte del dipendente o di un terzo interessato di un’organizzazione pubblica o privata che ha il “coraggio” di denunciare atti corruttivi o irregolarità di cui si è venuto a conoscenza, utilizzando canali sicuri e indipendenti per tutelare la propria identità , essendo messi al riparo da eventuali ritorsioni e discriminazioni, conseguenti la segnalazione.

Chi è il Whistleblower?

Whistleblower traduzione

Sull’origine del termine whistleblower, ci sono due ipotesi:

  • la prima porta a “bobbies”, il classico poliziotto inglese che soffia nel proprio fischietto per destare attenzione e mette in fuga malintenzionati;
  • la seconda evoca l’immagine dell’arbitro che fischia un fallo.

E tradotto letteralmente, il whistleblower è un soffiatore di fischietto, ovvero colui il quale “segnala” a qualcuno comportamenti illeciti di qualcun altro.

Questa figura può essere un dipendente, un ex dipendente, un collaboratore, un fornitore o un cliente che, venuto a conoscenza di pratiche scorrette, decide di segnalarle attraverso canali appropriati.

Il whistleblower agisce spesso per senso civico, contribuendo alla prevenzione di illeciti e alla promozione di una cultura dell’integrità. La normativa italiana, in particolare il D.Lgs. 24/2023, prevede specifiche tutele per proteggere il segnalante da ritorsioni e discriminazioni, garantendo la riservatezza della sua identità.

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